Riti para-orgiastici


Riti di passaggio del Premio Nobel per la Letteratura William Golding (noto al grande pubblico come autore de Il Signore della Mosche) è un romanzo che finge di essere il diario di un passeggero imbarcato su un vascello della marina inglese con destinazione Australia.

Un viaggio che, agli inizi dell’Ottocento, durava mesi.


Il giovane viaggiatore-cronista si chiama Edmund Talbot e scrive il suo diario per un unico lettore: il suo aristocratico e influente “padrino”, grazie al quale ha ottenuto un importante incarico governativo agli Antipodi (l’Australia, appunto).

Il patto tra i due è che il cronista non deve nascondere nulla al suo lettore.

Ne deriva un resoconto che, al principio, tenta di essere lieve e scherzoso, ma si trasforma, ben presto, nel resoconto di una tragedia condita di sesso e ferocia.


Report descritto da due punti di vista, perché, a un certo punto, Talbot decide di inserire nel suo diario una lunga lettera vergata dalla vittima sacrificale dei riti cui si allude nel titolo, nella quale i fatti sono raccontati da un narratore a conoscenza di dettagli ignoti, invece, a Talbot. 


Dettagli di non poco momento, dato che Talbot, né era stato testimone diretto della festa (il rito para-orgiastico) nella quale la vittima sacrificale viene fatta oggetto dell’aggressività del branco (“sublimata” in rito, ma non per questo meno degradante); né si era reso ben conto che la vittima (un ridicolo pretuzzo ossequioso e altero al tempo stesso) si era invaghita di un giovane e bel marinaio.


Un innamoramento, quello del pretuzzo per il marinaio, non riconosciuto come tale neppure dal pretuzzo stesso che, però, eleva il marinaio a re del proprio regno immaginario e sogna di inginocchiarsi davanti a lui, adorante.


E, in effetti, complice una sbronza, il pretuzzo davanti al marinaio, si inginocchia davvero… e gli pratica una fellatio


Ma passata la sbornia, il ricordo del peccato commesso, paralizza il pretuzzo nel proprio letto, fino alle estreme conseguenze.


Un romanzo, quello di Golding, che racconta di come il branco sia sempre aggressivo e feroce e di come scelga le proprie vittime pescando tra i soggetti più vulnerabili perché, in qualche modo, isolati.

Vittime che diventano il nemico da abbattere e degradare.


Da leggere.


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