Pasolini da Bologna all'Idroscalo

Copertina del volume "I luoghi di Pier Paolo Pasolini"

I luoghi di Pier Paolo Pasolini a cura di Stefano Pifferi e Carlo Serafini edito da Bulzoni riunisce in volume gli atti del convegno che l’Università degli Studi della Tuscia ha organizzato in occasione della nascita di Pasolini.

Gli interventi ripercorrono la vita di Pasolini dalla nascita a Bologna, fino alla morte crudele avvenuta all’Idroscalo di Ostia, non mancando di indagare il rapporto privilegiato che l’intellettuale tenne negli ultimi anni della sua vita con il territorio della Tuscia, anche spendendosi affinché la Libera Università ivi presente diventasse Università degli Studi.


Di Bologna si approfondiscono gli anni della formazione, tra letture di Rimbaud e dei simbolisti che gli diedero la consapevolezza di essere antifascista e il rapporto con Roberto Longhi che, per lui, divenne un Maestro di riferimento per tutta la vita.

Anni in cui strinse amicizie che durarono a lungo e, in alcuni casi, sfociarono anche in collaborazioni artistico-letterarie.


Il Friuli è il luogo in cui Pasolini scopre la sua omosessualità e inizia a viverla in modo “spericolato” (ossia non nascondendo certi gesti affettuosi nei confronti degli altri ragazzi) e sensi di colpa, soprattutto quando pensava di aver “forzato” la situazione.

Un Friuli, il suo, che nella creazione letteraria, è contemporaneamente reale e idealizzato. Un luogo che il lettore può riconoscere ancora oggi e che è anche specchio dei sentimenti del giovane Pasolini.

Un luogo ameno, almeno fino alla tragica morte del fratello Guido.


Roma è percorsa e ripercorsa tenendo sempre a mente la Commedia dantesca. Un luogo in cui i pischelli «possiedono un’amoralità tutta istinto, per poi farsi - però - giovani adulti indolenti o uomini di malavita.».

Ma Roma è anche Ostia, il luogo della morte.

Una morte, quella di Pasolini, che ha interrogato le coscienze di chi allora c’era, sia che fossero tra coloro che vedevano in Pasolini una guida; sia che fossero tra coloro, invece, che lo osteggiavano apertamente.

Una Roma che Pasolini vede mutare in fretta, e che smette di amare.


L’India e l’Oriente sono i luoghi in cui Pasolini spera di ricongiungersi con la Natura e con il Sacro, persi nell’Italia che da contadina si è fatta capitalistica.

Luoghi descritti con occhio più che partecipe.


La Grecia è il luogo della Cultura e del Mito. Il luogo in cui il matriarcato barbarico si è fatto patriarcato legislativo. Due poli che, in Pasolini, sono fondamentali, sia a livello psichico, sia a livello di creazione artistico-letterario.


Un volume, I luoghi di Pier Paolo Pasolini, che si consiglia a quanti vogliono ripercorrere la vicenda umana di Pasolini, tenendo presente che nelle sue opere il luogo non è mai un mero paesaggio di sfondo, né mai solo metafora di sentimenti personali, ma vero e proprio protagonista.


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