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La vignetta omofoba di Vauro


Vauro ha chiuso la puntata di giovedì scorso di “Servizio pubblico” mostrando una vignetta sulla polemica relativa all’outing postumo di Lucio Dalla.
Premesso che di outing si tratta, in quanto Dalla, da vivo, non ha mai dichiarato la propria omosessualità e premesso che l’outing plateale arriva da colui che tutti indicano come il suo ultimo compagno, ovvero quel Marco Alemanno che in chiesa, durante i funerali, ne ha pianto disperatamente la morte, continuare a insistere che la privacy di Dalla vada rispettata anche dopo la sua morte è e resta omofobia.
L’outing c’è stato e mi pare davvero fuori luogo, ora, tentare di sorvolare dichiarando che il fatto che fosse un omosessuale è ininfluente, un dettaglio insignificante. Non è indifferente. Dalla era omosessuale e, molto probabilmente, vittima della sua omofobia interiorizzata che gli ha impedito, per tutta la vita, di dichiarare al mondo la sua omosessualità. Di dire: “Io amo e amo un uomo”.
Ora, fare come Vauro e pubblicare una vignetta nella quale si dice che le polemiche devono terminare perché “Gli angeli non hanno sesso!” va nella direzione di alimentare l’omofobia.
Mutilare la biografia di una personalità solo perché tale personalità era un omosessuale non dichiarato vuol dire negare l’identità di quella persona.
Ricordare che un personaggio famoso era un omosessuale che non aveva dichiarato la propria omosessualità, invece, significa accendere un faro sulla difficoltà che, ancora oggi, un omosessuale incontra nella società. Significa sottolineare l’omofobia (anche interiorizzata) contro cui molti, troppi, omosessuali devono quotidianamente combattere. Anche se sono famosi.
Tentare di fingere che Dalla avesse nascosto la propria omosessualità per chissà quali “nobili” ragioni fa tristezza, perché sembra quasi un tentativo di tacere il dissidio interiore che, molto probabilmente, Dalla ha vissuto per anni; dissidio tra il dirlo e il non dirlo. Dissidio vissuto dalla stragrande maggioranza degli omosessuali “velati”.
Dalla era omosessuale e non ha mai avuto la forze di dichiararsi? I fan se ne facciano una ragione!

P.S. A me questa vignetta di Vauro non fa ridere.

Vedi anche: Visibilità

AGGIORNAMENTO: Lettura dell'immagine
Tutti sanno che per la Chiesa Cattolica romana gli omosessuali non vanno in Paradiso in quanto peccatori. Nella vignetta Dalla non solo è in Paradiso, ma pare che sia anche santo, data l'aureola. Dunque, per Vauro, o Dalla non era omosessuale, o era santo perché nascondeva il fatto di esserlo. In entrambi i casi, l'immagine è omofoba.

Commenti

  1. Non capisco come si possa giudicare omofobica questa vignetta... La scritta di apertura "Basta con le polemiche", come in tutte le vignette, non indica il pensiero del disegnatore, ma il tema al quale la vignetta si riferisce (per inciso: personalmente mi farebbe anche piacere che le polemiche finissero davvero). Sul commento nell'aggiornamento, poi, a parte l'imprecisione per cui per la Chiesa cattolica romana gli omosessuali non andrebbero in Paradiso (basta non aver "consumato"), non viene il dubbio che forse Vauro sta proprio facendo ironia sull'atteggiamento ipocrita della Chiesa, pronta a celebrare Dalla come "un angelo", negando la sua sessualità? Io trovo la vignetta molto carina e delicata. Poi certo non fa ridere, ma Vauro fa vignette satiriche, non comiche.

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  2. Ovviamente ignoro le intenzioni di Vauro, ma penso che se avesse voluto colpire l'ipocrisia della Chiesa avrebbe potuto scegliere un titolo più consono, come, ad esempio: "Nonostante quello che dice il Vaticano...".
    Per quanto riguarda il "non consumare" l'imprecisione è voluta: la sessuofobia della Chiesa è tale che un omosessuale, per loro, è tale solo in virtù dell'atto sessuale. Senza l'atto non sei omosessuale, ma "confuso".... E se non sei omosessuale puoi andare in Paradiso.
    La satira non fa ridere? Da quando?

    RispondiElimina

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