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Facebook rainbow

Mark Zuckerberg, CEO di Facebook
In molti paesi del mondo, durante il fine settimana a ridosso del 28 giugno (data, nel 1969, della rivolta dello Stonewall di New York) si svolgono le Parate per celebrare il Gay Pride.

Quest’anno Facebook ha reso disponibile una piccola app che consente di rendere rainbow la propria immagine del profilo, a significare una vicinanza, da parte di chi vi aderisce, alle istanze GLBT, proprio durante la settimana dei Gay Pride.

La mia immagine profilo rainbow
Ieri mattina, dopo aver messo l’arcobaleno sul mio volto, ho mandato il link della app di Facebook a qualche amico, per far conoscere questa simpatica iniziativa.
Mai avrei immaginato, però, che Facebook si sarebbe trasformata in una colossale piazza gay friendly: migliaia di persone hanno messo l’arcobaleno sul proprio volto. Non solo persone GLBT, ma anche persone eterosessuali.

Roberto Saviano
L’iniziativa è stata un vero successo e, nella mia personale percezione, da simpatica, si è trasformata in altro: non solo mi ha commosso vedere quante persone hanno solidarizzato con le istanze GLBT, ma mi sono reso conto, una volta di più, di come basti davvero poco per fare la differenza.
Di come basti un piccolo segnale, come quello di mettere la bandiera arcobaleno sul proprio volto, per dire che si è vicini a quanti sono privati ingiustamente dei diritti più ovvi.
Di come basti un arcobaleno sul volto per dire “Il momento dei diritti è arrivato”.
Mai, prima di ieri, la vicinanza alle persone GLBT e alle loro istanze è stata così “palpabile”.

Grazie Facebook!

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