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Gli adolescenti amati da Lord Byron

I frutti acerbi. Lord Byron, gli amori & il sesso di Vincenzo Patanè edito da Cicero è un saggio che affronta senza reticenze la vita amorosa e sessuale di uno dei più grandi personaggi dell’Ottocento.

Lord Byron, infatti, fu uno dei primi (se non addirittura il primo) divo di fama europea che seppe alimentare il mito di se stesso con espedienti ancora oggi usati e abusati: il culto dell’immagine (era, infatti, bellissimo, nonostante fosse nato con un piede deforme) e l’incarnazione di un “personaggio” (quello del bel tenebroso) che lo resero desiderato parimenti da donne e uomini.
La sua fama crebbe al punto che, quando nel 1814 pubblicò Il Corsaro, il primo giorno se ne vendettero 10000 copie.

Patanè, con una scrittura veloce e pienamente comprensibile, ricostruisce la vita di Byron dando spazio sia alle relazioni eterosessuali, sia a quelle omosessuali.
Tra le prime, spicca senza alcun dubbio quella incestuosa con la sorellastra Augusta da cui, assai presumibilmente, ebbe anche una figlia.
Non viene trascurata, ovviamente, neppure la relazione con la moglie Annabella Milbanke dalla quale si separò assai presto.

Per quanto attiene, invece, le esperienze omosessuali, Patanè ricorda che Byron era soprattutto attratto dagli adolescenti (i frutti acerbi del titolo) e racconta le relazioni intrattenute con John Edleston (il primo amore conosciuto a Cambridge); Robert Rushton (che gli fece da paggio); Nicolò Giraud (da cui, verosimilmente, apprese i primi rudimenti di italiano) e Lukas Chalandritsanos (che non aprì al poeta il cuore, ma solo il corpo).
Un discorso a parte viene fatto per William Fletcher suo servitore (e probabilmente suo unico amante adulto) dal 1808 (quando Byron aveva 20 anni) fino alla morte del poeta avvenuta nel 1824.

Un saggio, quello di Patanè, assai godibile ma non per questo poco accurato scientificamente, che va letto per comprendere meglio la figura di un poeta che è riuscito, con la sua arte e le sue imprese, a segnare un’epoca.

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