Alessandro Zan tra pubblico e privato



Figlio di un leghista ossessionato dalla politica e autoritario, Alessandro Zan (classe 1973) ha dovuto nascondere la sua omosessualità durante tutto il periodo dell’adolescenza, arrivando a fare coming out solo al suo rientro in Italia dalla Gran Bretagna.


Un rientro che lo portò dritto dritto nella sede padovana dell’Arcigay e, in breve tempo, a diventarne Presidente.

Un mandato, il suo, che si fece subito notare, in quanto il giovane Zan riuscì a portare a Padova il Pride nazionale che, per la prima volta, non si svolse in una grande città.

Diventato consigliere comunale, Zan fece istituire il primo registro delle coppie di fatto.


Si sono ricordati tali primi traguardi per sottolineare come il vissuto privato e quello politico di Alessandro Zan si sono intrecciati fin da subito dopo il suo coming out.

Un intreccio che è diventato una costante e che ha portato Zan assai lontano dalla paura vissuta durante gli anni dell'adolescenza e a battersi per i diritti delle persone LGBT.

E, forse, non è un caso che la sua autobiografia, edita da Piemme, si intitoli proprio Senza paura. La nostra battaglia contro l’odio.


Un racconto, il suo, che non è solo autobiografico, ma è anche il modo scelto dal parlamentare per parlare del DDL che porta il suo nome e spiegarne le ragioni in modo semplice e colloquiale.


Una legge, la sua, che - se approvata (la discussione potrebbe, a breve, riprendere in Aula) - avvicinerebbe l’Italia ai paesi più progrediti nell’ambito dei diritti civili, in tal modo, scavando un solco con paesi arretrati e omofobi come la Polonia, l'Ungheria e la Russia.
Inutile aggiungere, quindi, come il DDL Zan sia, oggi più che mai, urgente e fondamentale!


Il libro si legge speditamente e con un vivo interesse, sia perché illustra le ragioni del DDL Zan, e sia perché fa conoscere più da vicino un attivista e uomo politico a cui il movimento LGBT, indubbiamente, deve molto.


Senza paura è disponibile in Amazon.


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