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Un Diritto NON è per sempre | Ecco perché andare ai Pride

Diversamente dai diamanti che, come affermava una vecchia pubblicità, sono per sempre, i Diritti conquistati, ahinoi, non lo sono affatto e vivono vita da precari.
Ce lo ricordano la Storia e la Cronaca recente: in qualsiasi momento un Diritto acquisito, magari ottenuto dopo lunghe e faticose lotte, può essere revocato nel giro di una notte, anche se era un diritto di cui si poteva godere da decenni.
Ciò vuol dire che non bisogna mia abbassare la guardia e pensare di aver vinto la guerra, specie se si fa parte di una minoranza: la maggioranza ha in mano le chiavi del Potere e, a volte, le usa per chiudere la minoranza fuori dalla porta.

Coloro che pensano che dopo che le Unioni Civili sono state approvate dal Parlamento italiano non ci sia più bisogno dei Pride hanno pericolosamente abbassato la guardia.
Non solo si accontentano di quel poco che le Unioni Civili concedono, ma sembrano non aver pienamente compreso che, in Italia, la strada che le persone GLBT devono ancora percorrere per conquistare la piena uguaglianza con le persone eterosessuali è ancora dolorosamente lunga.
Ecco, allora, che è necessario più che mai partecipare ai Pride e alzare la voce fino a raggiungere i Palazzi del Potere per rivendicare ciò che è semplicemente giusto: una piena uguaglianza tra cittadini di un Stato che si professa laico.

Chi, poi, è convinto che i Gay Pride non siano serviti a nulla, neppure a ottenere quel poco che si è ottenuto… semplicemente ha guardato un altro film!

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